L’arte marziale e lo sport da combattimento sono due cose diverse: la prima ha molteplici scopi, dentro e fuori dalla palestra, si occupa di far crescere l’individuo attraverso l’atto di tramandare una tradizione, una filosofia, una cultura marziale; il secondo invece si occupa di formare il fisico e lo spirito di un atleta, il cui scopo è quello di vincere uno scontro regolamentato e in cui entrambi i contendenti sanno perchè si trovano l’uno di fronte all’altro, sanno cosa aspettarsi e cosa devono fare (il più delle volte).
Spesso il rapporto tra questi due aspetti della marzialità è conflittuale, e frequentemente chi alimenta il conflitto non pratica né l’uno né l’altro.
L’arte marziale forma l’individuo per tutta la vita, lo sport da combattimento d’altro canto lo forma specificamente per lo scontro. L’arte marziale offre un bagaglio di tecniche e strategia ampio e complesso, in cui si richiede al praticante di saper distinguere tra ciò che è efficace per lui e ciò che non lo è, lo sport per contro offre una varietà ridotta di tecniche, ma costantemente testata sul ring. L’arte non offre regole, ma offre i mezzi per sopperire alla loro assenza, lo sport offre regole e categorie di peso, ma condiziona a pochi schemi, dati dalla disciplina stessa.
L’ideale sarebbe avere esperienza, anche minima, di entrambe le facce della medaglia, in modo da poterne trarre tutti gli insegnamenti utili.
– Alessio G.
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